Mi chiamo Carlini Maria Giovanna, sono nata nel 1982 e da sempre porto con me una sensibilità profonda verso tutto ciò che ha a che fare con la perdita, la fragilità, il silenzio.
Fin da piccola mi facevo domande più grandi di me: sul senso della morte, sul dolore, sul “dopo”.
Non avevo ancora parole per spiegare tutto questo, ma sapevo che un giorno avrebbe avuto un senso.
Quel senso ha iniziato a delinearsi quando, a 26 anni, ho vissuto il mio primo grande lutto.
È stato uno spartiacque: mi sono sentita sola, senza strumenti, senza nessuno con cui condividere davvero ciò che stavo vivendo.
Un dolore profondo, muto, che mi ha lasciata spaesata.
E proprio lì, in quel vuoto, è cominciato un viaggio che mi avrebbe cambiato per sempre.
Negli anni successivi, ho cambiato spesso direzione, ma sempre seguendo un unico filo conduttore:
il desiderio di aiutare chi soffre a non sentirsi più solo.
A 33 anni, la vita mi ha messa ancora alla prova con la nascita di mio figlio, affetto da una disabilità.
Un’altra frattura, un’altra discesa. I sensi di colpa mi logoravano, la fatica prendeva il sopravvento, e tutto sembrava nero.
Ma ancora una volta, da quel buio ho deciso di rinascere.
Come una fenice, ho raccolto le ceneri e ne ho fatto nuova vita.
Ho lasciato la mia carriera nell’interior design per ascoltare quella voce interiore che mi chiedeva di fare spazio, di accogliere, di prendermi cura.
Mi sono formata in yoga, PNL, comunicazione empatica, e molto altro ancora.
Ma sentivo che mancava ancora qualcosa.
A 40 anni, ho ripreso in mano gli studi universitari in psicologia, con una missione chiara:
accompagnare le persone nel fine vita e sostenere chi resta, quando le parole sembrano non bastare più.
Durante l’università ho compreso un altro dolore, spesso invisibile:
quello di chi assiste, accompagna, cura, ma lo fa senza sostegno.
Pochi hospice, pochi riferimenti, poche reti.
Una solitudine nella solitudine.
Ed è stato durante un viaggio, con un libro sulla manifestazione tra le mani, che ho avuto l’intuizione che ha cambiato tutto:
“Se questo spazio non esiste… allora lo creerò io.”
Nasce AccompagnAmo
È così che è nato AccompagnAmo, non solo un sito, ma un progetto di vita.
Un luogo virtuale e umano dove chiunque stia affrontando la malattia, il lutto o il fine vita — pazienti, familiari, caregiver, operatori — possa trovare sostegno, informazioni, professionisti e ascolto.
AccompagnAmo è:
🌿 Un ponte tra chi soffre e chi può aiutare.
Riunisce professionisti del lutto e del fine vita: tanatoestetisti, psicologi, counselor, infermieri, palliativisti, doule della morte, avvocati, notai, operatori hospice, mediatori familiari, spiritual coach… Tutti accomunati da uno sguardo umano, rispettoso e consapevole.
📚 Una fonte di informazione utile e concreta.
Attraverso articoli, interviste, guide e risorse, offriamo supporto a chi assiste, cura o sta affrontando un momento difficile.
Parliamo di gestione del dolore, burnout dei caregiver, comunicazione col malato, strumenti pratici, diritti legali, buone pratiche e tanto altro.
🤝 Una rete che sostiene.
Perché chi accompagna, spesso si dimentica di sé.
AccompagnAmo è anche per loro: i caregiver, gli operatori, i familiari, affinché possano continuare ad esserci… senza esaurirsi.
Perché lo faccio
Lo faccio perché so cosa vuol dire affrontare un dolore senza sapere da dove cominciare.
Lo faccio perché ho vissuto sulla mia pelle la solitudine di chi perde e di chi assiste.
Lo faccio perché credo che il dolore non debba essere nascosto, ma accolto, accompagnato, ascoltato.
Credo profondamente che nessuno dovrebbe morire da solo.
E che nessuno dovrebbe accompagnare, senza sentirsi accompagnato.
Il mio sogno
Il mio sogno più grande è quello di dare forma concreta a questo progetto:
aprire un giorno un hospice che sia prima di tutto una casa dell’anima,
un luogo dove si possa vivere fino all’ultimo respiro e morire con dignità, amore e presenza.
Mi ispiro a Cicely Saunders, pioniera delle cure palliative, che ha rivoluzionato il modo in cui guardiamo al fine vita.
E porto con me ogni giorno le sue parole:
“Tu sei importante perché sei tu, e sei importante fino all’ultimo istante della tua vita.”
— Cicely Saunders
Se sei qui, forse non è un caso
Se stai leggendo queste righe, forse anche tu stai attraversando un momento difficile.
O forse vuoi essere di aiuto, ma non sai come.
O magari hai solo bisogno di uno spazio dove trovare risposte, connessioni, conforto.
In ogni caso, voglio dirti una cosa, dal cuore:
Non sei solo.
E ora, esiste un luogo dove puoi sentirti accompagnato.
Benvenutə su AccompagnAmo.
Qui, insieme, impariamo a stare nel dolore…
per tornare, un giorno alla volta, verso la vita.
“A volte è proprio dentro il buio che impariamo a brillare.
Ed è da lì, da quel punto di rottura, che può nascere la nostra luce più vera.”
— Carlini Maria Giovanna
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